Bibliotheca a fundatore mazarinea : l'iscrizione incisa sul frontone del portico orientale della corte d'onore indica la
destinazione di quest' ala del Palazzo dell'Istituto e perpetua il ricordo del suo fondatore, il cardinale Mazarino, di cui il blasone orna il timpano e il busto, scolpito da Lerambert verso il 1664-1669, è situato di fronte al cortile d'onore.
Per accedere alla Biblioteca, si deve prendere la scala costruita nel 1824 da Léon Biet su progetto di Vaudoyer. Sormontata da una galleria ovale ornata di busti antichi e illuminata da una vetrata, la scala si iscrive in uno spazio semi-ovale, con nicchie ornate di busti,e permette di raggiungere un pianerottolo sul quale si aprono due porte monumentali sormontate l'una dalla menzione Museum, l'altra dalla menzione Biblioteca, incise entrambe su marmo nero.
Superata questa porta, si entra in una piccola sala ottogonale
dal suffitto a cassettoni, designata ad Atrium colbertinum e devoluta ai cataloghi della biblioteca. Questi sono costituiti in parte di un catalogo computerizzato e in parte di migliaia di schede classificate nei due mobili situati al centro della stanza e nei cassetti che coprono i muri della sala. La porta della grande galleria, dallo stipite di marmo rosso ornato di fioroni in marmo bianco, è sormontata dall'iscrizione Mazarinaea.
Una volta entrati nella grande galleria o sala di lettura, se ci si volta levando gli occhi, si può vedere il blasone di Mazarino al di sopra di una lastra di marmo nero con la scritta Salle Gabriel Naudé, associando cosí il fondatore della biblioteca al suo reale creatore.
La sala di lettura è lunga circa 65 metri (18 per la parte che dà sul lungofiume e 47 per la galleria propriamente detta), larga più di
8 metri e alta altrettanto. Il decoro e quello della biblioteca installata nel palazzo di Mazarino, rue de Richelieu, in una galleria disegnata da Pierre Le Muet, trasferita interamente nel 1689, cioè le opere, ma anche i tavolati, le colonne, i ripiani, i leggii e i balconi, nell'ala orientale del collegio delle Quattro-Nazioni su progetto di Le Vau. Cinquantaquattro colonne scanalate d'ordine corinzio reggono une balconata,i di cui il pavimentov inferiore è ornato di fasci e di stelle prese dal blasonne di Mazarino, i e ritmano la sucessione armoniosa delle 18 finestre e dei 32 settori di scaffalature.
La sala è decorata di oggetti d'arte, di mobili, di busti antichi e classici (in marmo, bronzo o terra cotta,
posti su dei piedistalli di marmo o d'alabastro) che provengono per la maggior parte da sequestri rivoluzionari.
Cosí, nella piccola galleria, i due lampadari di stile "rocaille", in bronzo dorato e cessellato, d'incerta attribuzione
a Caffieri, sono appartenuti alla marchesa di Pompadour, mentre la magnifica pendola-regolatore, stile "Louis XV", con intarsio di legno di rosa e di violetta, proverrebbe, secondo la tradizione, dallo studio di Luigi XVI.
In fondo alla grande galleria, illuminata da due lampadari di stile "Louis XIV" (il quinto è firmato Boulle), si possono ammirare in particolare due credenze in mogano, stile "Louis XVI", firmate Riesener, un globo celeste di Coronelli col meridiano di Gatellier e uno scrittoio in marmo con lo stemma della famiglia dei Condé.